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Sul nostro blog CULTURA ON l'intervista all'Assistente del Governatore del Rotary Club il Dott. Pasquale Frattaruolo. Il Dott. Frattaruolo ci parla dell'importanza dell'associazionismo e dei progetti presenti e futuri del Rotary Club, tra cui la lodevole iniziativa della candidatura a Patrimonio dell'UNESCO delle Stele Daunie.

Che cos’è il Rotary e quale ruolo ha all’interno della nostra società?

Il Rotary è una delle maggiori associazioni internazionali di servizio umanitario nato a Chicago nel 1905 sviluppatosi in Italia a partire dal 1923. Più di 35.000 Club distribuiti in quasi tutti i Paesi del mondo e oltre un milione e duecentomila soci effettivi di ogni cultura, razza, ideologia politica e confessione religiosa che condividono gli stessi valori di solidarietà umana, si rendono disponibili a sostenere progetti umanitari e iniziative rivolte al superamento dei conflitti nei popoli e tra i popoli, sono accomunati dagli stessi principi etici nella vita professionale e sociale, e s’impegnano a servire – a essere cioè utili agli altri – al di sopra di ogni interesse personale (“Service above self” è per l’appunto il motto identificativo del Rotary). I soci appartengono a tutte le categorie professionali: economiche, scientifiche, tecniche, culturali, collegati essenzialmente da un criterio di praticità ed interesse intellettuale che è quello di condividere i risultati delle loro esperienze e del loro sapere così da permettere ad ognuno di conoscere le altrui competenze al fine di ottimizzare la pianificazione delle progettualità al servizio degli altri. Tra le molteplici azioni umanitarie promosse e sostenute dal Rotary nella sua operosità centenaria, si segnala su tutte il Progetto POLIOPLUS, che negli ultimi trent’anni è valso a debellare quasi completamente la poliomielite sull’intero pianeta (con oltre 2 Miliardi di bambini vaccinati in oltre 120 Paesi), pressoché azzerandola in Paesi storicamente endemici come l’India. È l’unico sodalizio ad avere un proprio Rappresentante permanente all’interno delle Nazioni Unite. E comunque ci piace raccontare più quello che facciamo piuttosto che quello che siamo.

 

Lei ha assunto, prima della carica attuale, anche la presidenza del Rotary Club di Manfredonia: di cosa si occupa esattamente questa figura?

È la figura rappresentativa e di riferimento del Club il cui compito è quello di definire il programma annuale e, in simbiosi con il consiglio Direttivo, tracciare le migliori strategie per raggiungere gli obiettivi del Club, del Distretto e del Rotary Internazionale preoccupandosi di stabilire un clima di amicizia e convivialità all’interno del Club.

 

Il ruolo che ricopre attualmente è quello di Assistente del Governatore; qual è la difficoltà nel coordinare i vari Club?

I Club hanno un’elevata autonomia programmatica e gestionale per cui il “lavoro” dell’Assistente del Governatore è facilitato. Tra i compiti principali vi è quello di affiancare il Governatore nell’amministrazione dei Club affidati, allo scopo di migliorare l’efficienza dei Club e, di conseguenza, del Distretto. Ha, inoltre, il ruolo di facilitatore nello sviluppo dei progetti ed è il trait d’union tra i Club ed il Distretto. Il Club di

Manfredonia esiste dal 1980; tra le numerose e lodevoli attività svolte nel corso degli anni, quali l’hanno colpita, segnata o coinvolta maggiormente dal punto di vista umano?

E’ un po' come chiedere ad un papà se abbia un figlio prediletto… scherzi a parte. E’ davvero difficile scegliere tra i molteplici services che si sono portati a termine nel corso di questi 40 anni. Ognuno ha soddisfatto un bisogno cogente o prospettico sia sul nostro territorio sia a livello globale e questo genera sempre un compiacimento emotivo in chi lo sostiene e lo fa. Si corre il rischio, però, di raccontarne solo alcuni, dimenticando involontariamente tanti altri. Cito solo gli ultimi a titolo di esempio: donare un’auto per la meritoria attività dell’A.N.T. di Manfredonia, allestire una intera cucina industriale e altre stigliature per la Casa famiglia “Don Mario Carmone” a cui si è aggiunto, successivamente, un furgone attrezzato per il trasporto di persone diversamente abili; la costruzione di un Punto nascita in Guinea Bissau, la piantumazione di oltre 250 alberi in alcune Scuole di Manfredonia; percorsi informativi e formativi sul tema dell’obesità infantile, sulla prevenzione del melanoma, sul rispetto del territorio e dell’Ambiente(a settembre scorso un nostro socio, Biagio Ciuffreda, ha organizzato a Baia delle Zagare un Convegno sui cambiamenti climatici riscuotendo un’eco mediatica nazionale e, per finire, la imminente consegna di due defibrillatori cardiaci sul nostro territorio.

Quali sono state le difficoltà del Rotary Club in questo preciso periodo storico nel quale, non solo il nostro Paese, ma il mondo intero si è visto costretto a fermarsi?

La maggior parte di noi, nel corso della propria vita, non ha mai assistito ad un blocco quasi totale delle attività giornaliere con una forte limitazione anche delle libertà personali. Una profonda costernazione si è impadronita di tutti noi e il Rotary non è stato immune a tutto questo. Le programmazioni del Rotary International, dei Distretti e dei Club hanno subito uno stop iniziale totale. Tuttavia, forti di una elevata capacità organizzativa e di una spiccata indole alla resilienza, ha riprogrammato tutte le attività che si potevano svolgere da casa, grazie alle varie piattaforme digitali, in primis quella di mantenere un clima sereno nel Club, ma, soprattutto, ha riformulato nuove progettualità che hanno potuto soddisfare bisogni, per lo più primari, che il momento richiedeva. Ci siamo focalizzati sui singoli territori i cui bisogni erano inderogabili aiutando la Charitas, le varie Parrocchie e Associazioni che hanno chiesto aiuto; a fianco del Distretto 2120 e del suo Governatore Sergio Sernia, abbiamo contribuito con importanti somme donate alla Protezione civile per i fabbisogni delle strutture ospedaliere o di servizio civile; fornito le mascherine, le visiere, i DPI, disinfettanti, ventilatori, barelle contenitive, pulsossimetriove richiesti … insomma abbiamo dimostrato essere quel “people of action” che ha sempre contraddistinto un rotariano.

 

In che maniera il Rotary Club agisce per le proprie iniziative benefiche? Soprattutto in un momento di crisi economica.

Grazie della domanda perché mi dà l’opportunità di chiarire un elemento fondamentale della missione del Rotary. Il Rotary non è un’Associazione di beneficenza, non ne ha la forza, nonostante la numerosità e la elevata capillarità di presenza nel mondo. Ci sono associazioni molto più organizzate e strutturate per fare questo. Va detto anche che, spesso, facciamo anche questo, ma non è il nostro compito primario. Tra le missioni del Rotary vi è quella di eliminare le criticità che portano alla richiesta di beneficenza, attraverso progetti di sviluppo dedicati, come il miglioramento delle infrastrutture, l’alfabetizzare (formare) di figure chiavi per lo sviluppo di varie competenze nel “sud del mondo”, con costruzioni di scuole, garantire livelli di vita dignitosi operando per consentire l’accesso all’acqua potabile, prendendosi cura della salute con costruzioni di Ospedali, mettendo a disposizione microcrediti per incentivare la imprenditorialità delle singole persone e, non ultimo, con uno sguardo sempre più attento alla sostenibilità e alla salvaguardia ambientale. In definitiva “ll Rotary non vuole regalare pesce, ma insegnare a pescare”.

Il Rotary Club di Manfredonia ha dimostrato innumerevoli volte l’attaccamento al proprio territorio, per mezzo dei propri esponenti e di tutti i soci; lodevolissima l’intenzione di far entrare le Stele Daunie nel Patrimonio dell’Unesco: come prosegue questa iniziativa?

La lodevole iniziativa della candidatura a Patrimonio dell’UNESCO delle Stele Daunie, sottolinea come il Rotary guardi sia al globale che al locale. L’intuizione del presidente Andrea Pacilli ha subito trovato ampia adesione nel Club di Manfredonia ed è riuscita ad aggregare altri 17 Club rotariani della Capitanata, del nord barese e del melfese – principale bacino d’utenza dei Nostri avi: i Daunii -, a significare un elevato interesse al progetto che mira a valorizzare un “unicum” del nostro territorio, con l’intento, malcelato!, di utilizzarlo come ulteriore volano turistico/culturale per Manfredonia e il territorio tutto. Ci auguriamo, inoltre, che tutto questo interesse suscitato dalla cittadinanza e dal territorio possa fungere da pungolo per i responsabili dei vari Enti preposti alla tutela di questo patrimonio culturale, per accelerare le procedure per una pronta e fruibile disponibilità della visione delle Stele. Il percorso di candidatura non è semplice né scontato, ma la tenacia dei rotariani permetterà di avere a breve qualche risposta in più. Vi terremo informati!

Molti giovani sono lontani dall’associazionismo in genere; sebbene il Rotary annoveri, tra le proprie sezioni, anche una dedicata proprio a loro, come vede il rinnovo generazionale?

 Sembra banale ribadirlo ma il cambio generazionale è imprescindibile per il futuro del Rotary (e dell’associazionismo in generale). È la vera criticità! Tuttavia il Rotary è strutturato per avere Club dedicati alle varie fasce d’età:
 
  • Interact che accoglie i più giovani 14-19 anni circa

  • Rotaract dai 20 ai 30 anni, con possibilità di un accesso “giovane” al Rotary Club

  • Rotary Club dai 30 anni in su

L’obiettivo è quello di far appassionare i giovani ai valori, alla visione e alla missione degli ideali rotariani già in età scolare per avere Soci adulti sempre più consapevoli del loro ruolo nell’Associazione e nella società. Trasmettere il senso del”I care”, del “prendersi cura” delle persone, delle idee, delle cose.Non sempre ci riusciamo! Ma, se vogliamo guardare al futuro della nostra associazione, dobbiamo sforzarci di analizzare, capire ed intercettare i bisogni di questi ragazzi e dare loro alcune risposte che si pongono. Dare loro la speranza che è possibile raggiungere degli obiettivi, magari insieme. Dice un proverbio africano: “Da solo vai più veloce, insieme vai più lontano”, Noi siamo pronti a raccogliere e a sostenere la sfida. C’è qualche progetto in corso o futuro del quale desidera parlarci in anteprima?

Delle Stele Daunie ho già accennato. Dall’estate scorsa abbiamo abbracciato il tema ambientale legato alla plastica grazie alla sensibilità di un altro socio, Sandro D’Onofrio. Il corretto smaltimento della plastica sarà, riteniamo, uno dei problemi futuri. Abbiamo già contezza dei danni ambientali, e non solo, che quest’ultimo provoca: territorio terrestre, fluviale e marino forse già irrimediabilmente inquinati dalla plastica. Una previsione ottimistica dice che nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce! Cosa possiamo fare? Il progetto Plastic Free Waters, ideato da un gruppo di rotariani legati dalla passione e dall’amore per il mare (IYFR – International Yacthing Fellowship of Rotarians), mira a sensibilizzare e a creare progetti concreti dedicati ad un uso consapevole e sostenibile della plastica. Ciò ci ha spinti ad iniziare un percorso informativo e formativo sulla plastica già dalle Scuole Media di Manfredonia donando agli alunni delle prime classi oltre 1000 borracce di acciaio certificato. Intendiamo ripetere l’iniziativa, molto apprezzata dai ragazzi e dal corpo docente, nel prossimo anno. Concludo con l’interessante programma che il presidente entrante, l’ing. Raffaele Fatone, sta completando in cui l’interesse per Manfredonia sarà ancora prevalente. Noi ci siamo e vorremmo esserci anche con Voi.

 Intervista a cura di Progetti Futuri
(fonte: www.progettifuturi.com)