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La questione della nomina del presidente del Parco Nazionale del Gargano è approdata finanche alla Camera dei Deputati mercoledì scorso durante il Question Time, ovvero il dibattito nell’Aula di Montecitorio riservato alle interrogazioni parlamentari a risposta immediata sulle materie più svariate di stringente interesse locale e nazionale. Al termine del Question Time infatti di mercoledì 16 gennaio, il Ministro dell’Ambiente, Costa, ha reso noto che, per il Parco Nazionale del Gargano, con attinenza alla scelta di un presidente, sono in fase di valutazione, allo scopo di scegliere la personalità più adeguata, una quindicina di curricola vitae, aggiungendo che per adesso non vengono fissati dei termini temporali entro i quali prendere una decisione in merito, a causa del fatto che, nella materia “de qua”, vanno prese in considerazione diverse variabili. “E’ più opportuno non avere vincoli stringenti di carattere temporale per mere ragioni di convenienza politica - ha commentato il ministro Sergio Costa - ” sebbene siano ormai diversi mesi che manca un titolare legittimo alla testa dell’Ente Parco (area di riserva di notevole pregio naturalistico in virtù della notevole biodiversità presente in essa con perfino il marchio Unesco per la faggette vetuste della Foresta Umbra) creato grazie alla legge n°394 del 1991, istitutiva di diverse aree protette su tutto il territorio nazionale. Attualmente, infatti, a capo dell’Ente di Via Sant’Antonio Abate, a Monte Sant’Angelo, non c’è un vero e proprio titolare, ma un facente funzioni, rispondente al nome del navigato Costanzucci, che sbrigherà ancora per qualche tempo l’ordinaria amministrazione visto che una decisione sul suo sostituto non è stata ancora presa. Tra i papabili alla carica di Presidente ci sono: Gianfranco Pazienza di San Giovanni Rotondo appartenente a Legambiente; il naturalista foggiano Maurizio Gioiosa del Centro Naturalistico ONLUS, attivo nell’Oasi di Lago Salso di Manfredonia; l’imprenditore di Rodi Garganico Vincenzo d’Errico, vicino al deputato foggiano Giorgio Lovecchio ed attivista del M5Stelle; due nomi  della vecchia terna stilata dai sindaci dell’area protetta, ovvero i peschiciani Raffaele Vigilante, leader del Movimento No Triv, e Gianni Maggiano, avvocato, politico di lungo corso, nel 2017 lanciato da Angelo Cera per l’affaire Parco; l’ingegnere foggiano Matteo Orsino del WWF di Foggia, che ha partecipato anche all’avviso pubblico per il nuovo direttore del PNG; Francesco Bacchelli, geologo foggiano di origini sangiovannesi, vicecoordinatore regionale della Puglia del movimento ecologista europeo Fare Ambiente; l’ex sindaco di Lesina Antonio Trombetta dirigente provinciale CNA, vicinissimo a Massimo Casanova, amico intimo del leader della Lega Matteo Salvini; l’attivista sammarchese M5Stelle della primissima ora Luigi Lariccia, in rotta da tempo con la consigliera regionale Rosa Barone. Ma ci sono candidate anche altre personalità: la docente di diritto amministrativo dell’Unifg  Francesca Cangelli, poi nominata assessora ad Altamura; l’attivista M5stelle e docente Sasha de Giovanni, candidato da Italia Nostra, l’ingegnere sipontino Michelangelo De Meo, che da anni promuove invano il progetto di un ponte che colleghi le isole Tremiti; la consigliera comunale M5stelle di Vieste Mariateresa Bevilacqua, avvocato; l’ex giornalista romano della Rai Aldo Salvatori, di casa a Vico del Gargano, il quale sarebbe vicino alla Lega; Salvatore Corroppolo, dipendente del Ministero, anch’egli vicino ai salviniani; il ministro Costa, però, ex generale dei carabinieri, starebbe pensando ad un profilo più alto e in Capitanata la sensazione sempre crescente è che il prossimo presidente del Parco del Gargano possa essere una personalità forestiera, esterna al territorio. In realtà sono passati già troppi mesi dal momento dell’uscita di scena dell’avvocato Stefano Pecorella, manfredoniano, appartenente all’area del centrodestra locale, ultimo titolare alla carica di presidente dell’Ente Parco. Un lasso di tempo che comincia ad essere esagerato per una decisione che sarebbe arrivato finalmente il momento di prendere, per determinare, senza indugi ulteriori, il successore di Pecorella sullo scranno più alto dell’ente che ha sede a Monte Sant’Angelo in Via Sant’Antonio Abate. A parere nostro e di molti altri osservatori, dati i curricola, la competenza e il savoir faire, alla carica di presidente del Parco, potrebbero aver diritto di concorrere, oltre ai volti noti della politica, anche figure esperte nell’ambito ambientalista magari appartenenti a partiti non proprio filogovernativi. Ad ogni buon conto, l’auspicio è che entro qualche settimana possa sciogliersi il nodo della difficile scelta attinente la presidenza di un ente locale tra i più fondamentali per lo sviluppo del promontorio, anche perché, oltre all’aspetto legato al prestigio di una carica così importante vanno tenuti in considerazione anche aspetti più concreti in relazione soprattutto agli ambiti essenziali dell’ufficio di presidenza che non è solo un onore, ma anche un gravoso onere. Il Ministro, Costa, nel question time alla Camera dei Deputati non ha messo dunque dei paletti definitivi riguardo alla difficile scelta rimandando tutto a giorni migliori. Il deputato leghista, invece, proponente l’interrogazione, a sua volta, si è detto solo parzialmente soddisfatto della risposta di Costa, sottolineando che ad ogni modo vanno evitati rallentamenti eccessivi in un ambito come quello delle aree protette, diventate concreta occasione di crescita economica oltre che finalità primaria nel settore della salvaguardia e tutela ambientali, sia a livello locale che a livello nazionale. Tutto in realtà si deciderà nei prossimi giorni, in attesa che venga presa la decisione migliore che scontenti il minor numero di persone e che soprattutto faccia gli interessi dei cittadini garganici primi fruitori dell’area protetta.

Matteo Rinaldi