logo

DAVVERO “ LE DONNE AL VOLANTE SONO UN PERICOLO COSTANTE”  O PIU’ SEMPLICEMENTE PARLIAMO  DI UN ANACRONISTICO PREGIUDIZIO DEL “MASCHIO” ???

 Volendo analizzare le differenze di guida  tra uomini e donne,  affermerei senza dubbio che siamo di fronte a due distinti “ stili di guida”, la cui diversità è da individuare nell’approccio mentale: i ragazzi tendono ad una GUIDA PIU’ EMOTIVA mentre le ragazze tendono ad una GUIDA PIU’ RAZIONALE.

Freud affermerebbe che per gli uomini il veicolo rappresenta un “ allungamento del pene ”. Spesso infatti i ragazzi neopatentati ( e non di rado anche gli uomini navigati nella guida), assumono attraverso il volante un eccitazione emotiva  che li porta ad esibirsi in  manovre pericolose che non andrebbero mai eseguite o che comunque richiederebbero una notevole competenza, con il risultato di   sottostimare i pericoli, mettendo a serio rischio la propria vita e quella altrui;  il tutto per raggiungere quel momento di affermazione della propria “virilita”. E’ come se, attraverso questo approccio sbagliato volessero affermare se stessi, scacciando i  dubbi e le incertezze che attanagliano il loro essere interiore , esprimendo attraverso un azione di guida  alterata il principio ormai relegato al passato di predominio maschile nel campo della guida rispetto al sesso femminile.  Molto spesso l’auto per l’uomo diventa anche un qualcosa da esibire, come potrebbe essere un bel vestito o delle belle scarpe per una donna e questo sicuramente lo spinge a dare un valore alterato  al proprio veicolo che diventa uno dei tanti  accessori per mettersi in mostra, il tutto concentrando su di esso  un valore più emotivo che razionale, ossia di semplice mezzo di locomozione.  Direi che uomo ed auto in genere   vivono un rapporto eccessivamente “intimo”, non certamente distaccato.   

Diversamente dagli uomini invece, le donne hanno un rapporto molto più razionale e distaccato con la propria auto, considerando la stessa un semplice mezzo di locomozione al loro servizio. Questo atteggiamento sicuramente influisce sul loro approccio alla  guida, che tende ad essere più   razionale e meno legato all’emotività, tranne ovviamente  che nelle prime fasi dell’apprendimento. Pertanto, una volta superato lo scoglio iniziale dell’ansia da apprendimento ma soprattutto, come ho potuto sperimentare in molte allieve, una volta superato il pregiudizio che gli è stato inculcato dagli uomini ( spesso dal  papà ed anche da una mamma diciamo all’antica” che a sua volta non guida perché scoraggiata dal marito),  la donna, dopo questa pre-fase, riesce ad instaurare un rapporto razionale con il proprio veicolo, assumendo una guida più rispettosa delle regole imposte dal codice della strada ma soprattutto più sicura in quanto non utilizzerà lo stesso per esaltarsi, affermando con la guida  la propria “femminilità”, come accade nel sesso maschile.

Concludo dando una risposta alla domanda nel titolo  “LE DONNE AL VOLANTE SONO UN PERICOLO COSTANTE?”, asserendo che la stessa, considerando  la nuova collocazione della donna nel mondo contemporaneo, è un’affermazione assolutamente falsa e consiglio i signori maschietti di non utilizzarla più come i loro padri, se non vogliono essere considerati anacronistici nonché ridicoli …. Ed aggiungerei un monito a tutti gli uomini al volante:” RICORDATEVI CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE STRAGI SULLE STRADE HANNO COME ARTEFICI GLI UOMINI “ …. Meditate.