NEL GIUBILEO…IL CIELO È A PUNTI? LA RISPOSTA IN UN RACCONTO

L’uomo è responsabile dei suo atti, delle sue scelte darà conto a Dio. Ma nell’anno straordinario della misericordia qual è il rapporto tra giustizia divina e indulgenza? Il Catechismo della Chiesa cattolica non fa sconti e parla di due giudizi: quello particolare (cann1021-1022) e quello universale (can 1023).

Una buona cristiana si presentò alla porta del Cielo. Era tutta intimorita. San Pietro la ricevette cordialmente. Cercò di rassicurarla, ma le disse serio: "Per entrare in Paradiso, ci vogliono cento punti".

La brava donna cominciò a elencare: "Sono stata fedele a mio marito per tutta la vita. Ho educato cristianamente i miei figli; non ci sono riuscita tanto, ma ho fatto tutto quel che ho potuto. Sono stata catechista per ventidue anni. Ho fatto volontariato per le Missioni e ho dato una mano alla Caritas. Ho cercato sempre di sopportare le persone che mi stavano accanto, soprattutto il parroco e i miei vicini di casa…"

 Quando si fermò a tirare il fiato, San Pietro le disse: "Due punti e mezzo". Per la donna fu un pugno nello stomaco.

Allora riprovò: " E… Ah sì! Ho assistito i miei vecchi genitori. Ho perdonato a mia sorella che mi faceva la guerra per via dell'eredità… E… Ecco! Non ho mai saltato una Messa la domenica, eccetto che per la nascita dei miei figli. Ho anche partecipato a dei ritiri e alle conferenze quaresimali… Ho recitato sempre le preghiere… E il rosario nel mese di Maggio…"
San Pietro le disse: "Siamo a tre punti". La donna si demoralizzò. Come poteva arrivare a cento punti? Aveva detto l'essenziale e le riusciva difficile trovare ancora qualcosa.
Con le lacrime agli occhi e la voce tremante, disse: "Se è così, posso contare solo sulla misericordia di Dio!…".

"Cento punti!" esclamò San Pietro. (Bruno Ferrero)

 “Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre… Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell’incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l’immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede”.

 Dunque bisogna avere paura? Dal racconto riportato la donna ricorda una verità semplice e certe volte data per scontata: l’importante è mettere amore in tutto ciò che si fa. Però che sia amore vero! D’altra parte il Vangelo sottolinea continuamente il volto misericordioso del Padre, del Suo abbraccio rigenerante e rassicurante…nonostante tutto!

“Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore” (san Giovanni della Croce)

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