Dott. Antonio Diella, giudice antimafia presso il tribunale di Bari, già magistrato penalista nel tribunale di Foggia - Liceo “A. G. Roncalli” Manfredonia,28 Novembre ore 10.30 Auditorium “mons. Vailati” – via Arcivescovado 16

La conoscenza della criminalità organizzata nel territorio, ma anche le forze messe in campo dallo Stato per contrastarla efficacemente. La cultura dei valori che contano, quelli proposti anche al mondo scolastico. Il desiderio di offrire modelli credibili di persone semplici, abitate da passioni ed ideali per il proprio territorio. Ma anche le regole della vita sociale, i valori della democrazia, i diritti di cittadinanza per la diffusione di una cultura dei valori civili.

 Questi alcuni degli obiettivi sottesi all’incontro che si realizzerà a Manfredonia, il prossimo 28 novembre, sul tema: “Legalità e cittadinanza attiva”. Un’iniziativa, dall’alto valore civico ed educativo, promossa nel comune Sipontino dal Liceo “A. G. Roncalli”. Ospite d’onore, il dott. Antonio Diella, giudice antimafia del tribunale di Bari, già magistrato nel tribunale di Foggia, attento conoscitore delle forme di illegalità e criminalità presenti in Capitanata.

L’incontro vuole evidenziare la cultura della legalità promossa in diversi modi nel mondo scolastico, partendo dal rispetto delle regole di convivenza civica realizzata già nei banchi. L’obbiettivo è pure quello di promuovere la pratica della legalità, di imparare a rispettare i diritti dell’altro, di insegnare a riconoscere diritti e doveri, diffondendo il rispetto dell’altro, delle regole e delle leggi nei diversi contesti urbani e all’interno delle comunità scolastiche. Una sorta di laboratorio di educazione alla convivenza civile che trova nell’incontro con il magistrato antimafia un’ulteriore elemento di crescita interiore e di diffusione della cultura fondata sulla legalità e sul senso civico, capace di contrapporsi alla cultura del privilegio e del ricatto, che contraddistingue i fenomeni mafiosi. In tal senso si vuole dimostrare che, in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e sul rispetto della persona (il riferimento è alle cooperative sociali su terreni confiscati alla mafia).

Si tratta di promuovere il benessere partecipato, insieme allo sguardo fiducioso verso le istituzioni e coloro che alimentano la speranza con il proprio impegno. Più che parlare di mafie e criminalità organizzata, si desidera offrire ai ragazzi la possibilità di umanizzare il servizio reso allo Stato nel delicato ruolo del giudice antimafia.