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Vi proponiamo lo sfogo di una mamma di una bambina della scuola dell’infanzia di Monte S. Angelo, sperando che possa essere di sprono alla soluzione del problema che la mamma stessa pone, da parte degli organi competenti.

Giuseppina Gentile:

“Buongiorno. Vi scrivo per esporvi una situazione a mio avviso imbarazzante : i bimbi dell'asilo non sono prosciutti da tenere al fresco. Mia figlia frequenta il secondo anno di asilo nei pressi dell'edificio "zona C" . Ogni giorno torna a casa dicendo che in classe fa freddo perché i termosifoni sono ancora spenti. Io direi che è il caso di rimediare immediatamente a questo disagio,se bisogna risparmiare e tagliare sui servizi, credo che quando si tratta di bambini bisogna mettersi una mano sulla coscienza e ragionare da genitori non da burocrati. Vi prego, gentile redazione di mandare un appello a proposito perché stiamo veramente raschiando il fondo.”

Ma cosa dice la legge?

Riscaldamento: periodi e orari di accensione

Gli impianti termici di riscaldamento centralizzato hanno dei limiti di accensione, sia nell’orario, sia nella durata, sia nei periodi dell’anno, che variano a seconda della zona climatica  in cui si trova l’immobile. L'obiettivo della norma che impone tali limiti è contenere i consumi di energia.

Tutti i Comuni italiani sono compresi in una delle sei zone climatiche, individuate in base alla temperatura media registrata durante l’anno. L’impianto va acceso dopo le 5 di mattino e spento entro le 23; le ore di accensione permesse possono essere frazionate in due o più periodi.

I limiti di orario alla durata giornaliera non si applicano agli impianti che consentono la contabilizzazione del calore e sono dotati di una centralina climatica o cronotermostato. In pratica, la caldaia è sempre unica per tutto l’edificio, ma ogni abitante del condominio può accendere, spegnere e regolare la temperatura del proprio appartamento. Oppure a quelli gestiti tramite un "contratto di servizio energia", una forma contrattuale che consente di perseguire il massimo risparmio energetico fornendo il livello di comfort richiesto dagli utenti.

Eccezioni al calendario riguardano invece la possibilità, per i Sindaci, di ampliare i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, ma solo a fronte di comprovate esigenze. In presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l'esercizio, i singoli utenti o i condomìni possono attivare gli impianti, ma con durata giornaliera non superiore alla metà di quella prevista a pieno regime.

Il riferimento normativo che regola l'accensione del riscaldamento è la legge numero 10 del 9 gennaio 1991 e del Dpr numero 412 del 26 agosto 1993 e successive modifiche.

Le zone climatiche

Di seguito sono indicate le province di riferimento per le varie zone, anche se la suddivisione in zone riguarda i singoli comuni. Per individiare il calendario con precisione, si veda perciò il sito di cui si riporta il link.

  • Zona A – Dal 1 dicembre al 15 marzo, per 6 ore al giorno
    Sud e isole: Comuni di Lampedusa e Linosa (AG); Porto Empedocle (AG)
  • Zona B – Dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno
    Sud e isole: Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani.
  • Zona C – Dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno
    Nord-Ovest: Imperia.
    Centro: Latina.
    Sud e isole: Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto.
  • Zona D – Dal 1 novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno
    Nord-Ovest: Genova; La Spezia; Savona.
    Nord-Est: Forlì.
    Centro: Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo.
    Sud e isole: Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia.
  • Zona E – Dal 15 ottobre al 15 aprile, per 14 ore al giorno
    Nord-Ovest: Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli.
    Nord-Est: Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza.
    Centro: Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti.
    Sud: Campobasso; Enna; L'Aquila; Potenza.
  • Zona F – Nessuna limitazione
    Nord-Ovest
    : Cuneo.
    Nord-Est: Belluno; Trento.

Secondo la normativa vigente, la temperatura dei riscaldamenti delle abitazioni, scuole e uffici non può superare i 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi in eccesso. Tale limite è abbassato a 18 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali.

​Inoltre entro il 31 dicembre 2016, negli appartamenti di condomini con riscaldamento centralizzato, sarà necessaria l'installazione di valvole temostatiche a tutti i termosifoni. In caso di trasgressione, la multa può variare da 500 a 2500 euro, in base a quanto stabilito dalla regione di appartenenza.