GIANCARLO VISITILLI E IL LICEO RONCALLI

Manfredonia-Sabato 25 Marzo presso il cine-teatro S.Michele si è tenuto “L’incontro con l’autore” organizzato daI Liceo A.G.Roncalli. Ormai una consuetudine portata avanti da diversi anni, il progetto è diventato uno dei “fiori all’occhiello” del Roncalli, fortemente voluto dal Dirigente scolastico, prof.Roberto Menga, che presenziava l’incontro insieme ad alcuni docenti del Gruppo Biblioteca dello stesso Liceo.
Perché “L’incontro con l’autore”? Perché  una scuola per essere tale deve accendere le menti, provocare emozioni e far nascere domande. Il prof.Giancarlo Visitilli, l’autore invitato in questa occasione per discutere del suo libro “E la felicità,prof?”, ha saputo cogliere questa esigenza e catturare l’attenzione dei ragazzi  della “società liquida” ove pare che niente più interessi, dal momento che  “è già stato visto” nel mondo reale o virtuale. Ebbene, Visitilli ha centrato il bersaglio creando un’atmosfera surreale, un pubblico ammutolito e rapito dalla sua affabulazione semplice e diretta.
O forse il pubblico percepiva i racconti di verità, le riflessioni che toccano un mondo come quello della scuola che è in fondo la vita stessa dei giovani. Ed ecco che si discute della realtà della scuola che talvolta diventa complice di un meccanismo malato e perpetua le fratture della società, anziché sanarle, portando in seno realtà come le classi “in” e classi “ponte”, destinate quest’ultime ai figli dei meno abbienti.
Ci chiediamo, quale ponte? È bello solo l’eufemismo, poiché i ponti solitamente congiungono e mai sono trampolini di lancio per il vuoto, il nulla.
La voce dello scrittore e del dirigente è unanime nell’accusare il depauperamento della scuola che, da luogo di formazione di anime e menti, si sta trasformando in un’istituzione burocratica volta ad imbrattare carte e a “riempie di nozioni che lasciano il tempo che trovano”, privando i ragazzi dei veri interessi , della solidarietà, dell’amore, della politica e di quel senso critico, il pensare con la propria testa, che è la vera prova di maturità a cui gli studenti sono chiamati a rispondere, ma in merito alla quale non tutti  hanno ricevuto insegnamenti adeguati.
Il dibattito vira successivamente sulla dialettica professore-alunno: Visitilli porta all’osservazione il mestiere più bello del mondo, quello dell’educatore, quello che non si può preparare a casa ma che riscopre sé stesso ogni momento della giornata quando si trova a fronteggiare determinati volti, voci o silenzi in quel “ring” che è la classe, dove non esistono vincitori ma eterni lottatori che “se le danno senza sosta”.
 
Il vero educatore non è un mestierante, non è un lavoro che si fa per soldi o per ripiego ma si avvicina ad una propensione spirituale guidata dalla passione e come tale non è rilegata ad orari o ambiti specifici ma è una dedizione non-stop che porta avanti il concetto dell’“I CARE” di Don Milani. Il Dirigente sottolinea anche il suo impegno e quello dei docenti del Roncalli a misurarsi quotidianamente su tali questioni e a cercare insieme strade da percorrere in tale direzione.
Ma il coinvolgimento diventa totale quando si entra nella “carne viva della vita”, ovvero quando Visitilli racconta le storie autentiche di vite che ha incrociato , dei “silenzi urlanti” di ragazzi che denunciavano disagi, insofferenze o semplicemente voglia di essere ascoltati e che l’orecchio attento del professore dovrebbe intercettare.
La magia del dialogo si avvia all’epilogo, con le riflessioni e i ringraziamenti del dirigente e dei docenti tutti che, sicuramente, insieme ai ragazzi portano con sé un frammento di “felicità”, che è l’eredità più grande da donare ai giovani.
 
                                                                                                      Gabriella Maccarone e Riccardo La Torre (V^ N Ist.Roncalli, Manfredonia)

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