IL RUOLO DELLA POLIZIA POSTALE NELLA PREVENZIONE DEL CONTRASTO DELLE VIOLENZE NEL WEB

Grande interesse e partecipazione di un pubblico di ragazzi e docenti alla conferenza su:” Bullismo, per non cadere nella rete: il ruolo della Polizia Postale nella prevenzione del contrasto delle violenze nel web” tenutasi ieri, 12 aprile, presso l’Auditorium “Le Clarisse” di Monte S. Angelo.

A conclusione della Settimana dell’Educazione, dal tema “Liberi insieme”, referente la prof.ssa M. Incardona, la conferenza è stata organizzata dall’I. C. Tancredi-Amicarelli di Monte S. Angelo con la straordinaria presenza del dott. G. Ippolito, Direttore Tecnico Capo Psicologo della Polizia di Stato, in qualità di relatore.

Vi hanno partecipato: don M. De Padova, don D. Facciorusso, don C. Rinaldi, don L. Vergura, il dott. M. Quitadamo, il dott. M. Di Sabato, presidente della Cooperativa Sociale Onlus Paidòs –Regione Puglia, la dott.ssa A. G. Pecoriello della Cooperativa Sociale Onlus Paidòs – Regione Puglia, il signor M. Santoro.

Il dibattito è stato allietato dall’ “Amicorchestra” e dal Coro dei ragazzi della Scuola Media Amicarelli, diretti dai proff. G. Guerra e M. Guerra.

Ha presieduto il D. S. prof. Luca Fidanza.

La conferenza si è aperta con la proiezione di un audio-video, realizzato dalla prof.ssa G. Ciliberti, volto a spiegare, efficacemente, il parallelismo tra il lavoro di adescamento del ragno con la tela e quello del web con la rete.

Sono seguiti i brani musicali “We Will Rock You” dei Qeen e “Unsquare Dance” di Dave Brubeck.

Ha preso poi la parola il D.S. che ha salutato e ringraziato i partecipanti, i sigg. D. Taronna e M. Taronna per la disponibilità e la collaborazione, il D.S. prof. F. Di Palma dell’I.I.S.S. “G. T. Giordani” e tutti i presenti e, in particolare modo, il Questore dott. Piernicola Antonio Silvis della Questura di Foggia, per la tempestiva attenzione alla richiesta della Scuola Media Amicarelli circa l’intervento della Polizia Postale a chiusura del percorso didattico –formativo sul bullismo presso la stessa scuola. “Abbiamo fortemente voluto questa conferenza” ha esordito il D.S. “per porre l’accento sulla necessità di affrontare a scuola, prima che in altri luoghi, il tema del bullismo in generale e del cyberbullismo in particolare al fine di contribuire, con concreti percorsi didattici-formativi, alla prevenzione dei pericoli e delle violenze nel web”. Ha poi insistito anche sul rapporto educazione-formazione, “un binomio indissolubile”, parole testuali, “e indispensabile per la crescita individuale e collettiva dei ragazzi”.

“La scuola ha il ruolo fondamentale di responsabilità sociale nella lotta ad ogni forma di bullismo e cyberbullismo”, ha affermato la prof.ssa L. F. Taronna nel suo intervento, “al fine di stimolare valori autentici e genuini nei ragazzi di questa particolare fascia di età”.

“Il bullismo” ha poi continuato “è un fenomeno che riguarda i ragazzi ma tutti siamo, indistintamente, chiamati a occuparcene in modo più costante e incisivo. Incontri come quello di oggi, con l’intervento della Polizia Postale, con psicologi e personale specializzato, vanno moltiplicati nella scuola, coinvolgendo non solo i ragazzi e tutta la comunità scolastica, ma anche le famiglie in collaborazione con la scuola, come recita il Patto di corresponsabilità”.

Il dott. G.Ippolito, nel suo discorso, si è rivolto direttamente ai ragazzi in platea: “Il mondo della scuola è la vita stessa dei ragazzi” ha dichiarato “ed è il luogo dove più che altrove si manifestano i primi sintomi del bullismo. E’ la realtà della scuola che diventa complice, a volte, di un meccanismo malato per qualcuno a danno di un altro”. Ha esortato poi i ragazzi a non nascondere eventuali disagi o situazioni spiacevoli e a non vergognarsi di chiedere aiuto agli insegnanti anche per aggressioni verbali che potrebbero sembrare banali. “I docenti, a loro volta” ha proseguito “devono saper cogliere, nei propri alunni, anche i più piccoli cambiamenti che possono destare sospetti, non solo dal punto di vista del rendimento scolastico ma soprattutto da quello delle relazioni sociali. E’ in questo modo che si previene e si contrasta il bullismo”.

Con esempi di storie reali di ragazzi, vittime di bullismo a scuola e nel web, il dott. G. Ippolito ha concluso il suo intervento.

“Non fate dell’educazione un elemento estraneo alla vostra vita e che non sia altro da cui prescindere” ha detto il dott. M. Di Sabato ai ragazzi “una vita da social se mal gestita o non controllata, diventa humus di pericoli, rischi e violenze probabili di risvolti anche tragici”.

A dibattito concluso sono entrati in scena i veri protagonisti dell’incontro, i ragazzi che, mossi da entusiasmo e curiosità, hanno rivolto al dott. G. Ippolito, al dott. M. Di Sabato e alla dott.ssa A. G. Pecoriello, già nota per aver seguito gli alunni in diversi laboratori sul bullismo, alcune domande per sciogliere una serie di nodi sui vari aspetti dell’argomento in oggetto: dalle cause del fenomeno alle sue conseguenze, dalle caratteristiche del bullo alla sua estrazione sociale, dal ruolo della scuola a quello della società, dalla prevenzione all’individuazione della vittima. Tutti i ragazzi hanno apprezzato il garbo e la delicatezza con cui sono stati soddisfatti nei numerosi dubbi esplodendo, nella commozione generale, in un infinito e fragoroso applauso.

La conferenza è terminata con un omaggio al dott. G. Ippolito per ringraziarlo della sua gradita presenza a Monte S. Angelo e con l’esecuzione dei brani “La vita è bella” di N. Piovani e “l’Inno alla gioia” di V. Beethoven da parte dell’Amicorchestra.

Sono seguiti, infine, i saluti del D.S. Prof. L. Fidanza.

  Prof.ssa Libera Filomena Taronna

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