IL PROBLEMA NON SONO LE MAFIE, MA SIAMO NOI.

Sono le dure e accorate parole che ieri mattina, in una Foggia colorata e piovosa, don Luigi Ciotti ha condiviso con circa trenta mila partecipanti alla giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il cambiamento ha bisogno di tutti. Lo si deve chiedere alla politica, alle istituzioni, ma soprattutto a se stessi come cittadini. Tanti i messaggi lanciati da 'Libera nomi e numeri contro le mafie' alla diverse realtà presenti, tra queste il mondo della scuola che, in modo sereno, ha vissuto un primo giorno di primavera che difficilmente dimenticherà. "Oggi non è solo un evento, è un momento di riflessione, di incontro, è una memoria viva, fatta di impegno e di responsabilità". E la risposta non é mancata sia dalla gremita piazza di Foggia che in altri 4000 luoghi di tutta l'Italia. "Nessuno è necessario, nessuno è insostituibile, ma nessuno può agire al posto nostro. Tutti siamo chiamati a scelte più coraggiose". La pioggia mattutina ha davvero provato la sincera e personale motivazione dei tanti alunni delle scuole presenti. "Abbiamo proposto ai ragazzi -dice don Domenico Facciorusso, insegnante a Manfredonia - un percorso tematico che preparasse a vivere in modo consapevole questa bella e profonda giornata. Hanno avuto modo di incontrare anche i familiari delle vittime innocenti delle mafie, sentire il loro dolore e la loro rabbia. Ed il percorso educativo alla cittadinanza consapevole non termina qui a Foggia, anzi proprio nei 967 nomi proclamati, cioè quelli delle vittime delle mafie, troviamo altre forze per continuare ad assumerci la responsabilità del cambiamento". Rivolgendosi ai mafiosi don Ciotti ha detto: "Vi aspetta il carcere o la morte; il dovervi nascondere. Perché il bene vincerà sul male. Non ce la farete con le vostre bombe e le vostre auto bruciate. Vi prego cambiate vita".

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