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 Spirito che vieni da dove
ciascuno si è congedato.
Da Colui che inviolato
sosta muto in ogni afflato.
In ogni spazio incontaminato
per farti ospite anche di chi non ti ha cercato.
Che nel ritiro delle cose mai avute
restituisci le perle perdute.
Brezza che agiti vento
in chi dentro da tempo ormai si è spento.

Scia che segni sigilli di amarezza
dove vi è troppa sicurezza.
Che metti il seme sotto la pelle secca,
e l’acqua bagni con una carezza.
Che abiti la materia che di te arde
e per te si commuove e muore.
Che fai sussultare ogni carne
che in te si consuma e si trasfigura.

Fatti presenza in chi a fatica

respira nella propria e altrui assenza.
Fatti manto che corre nel buio
dove sono rinchiuso.
Gemito che porta l’abisso nel cuore
dove anche l'uomo, come Dio, è stato crocifisso.

Metti vento alle nostre vele ammainate

perché possiamo navigare senza naufragare.

Facci volare anche se abbiamo le ali bucate,

rasenteremo l’orizzonte che abbiamo cancellato.

Vieni ad abitare i nostri tramonti e

forza l’aurora prima che venga definitivamente sera.