Non voglio che tu sia il mio specchio, ma il giardino in cui fiorire. Non voglio che tu sia la mia immagine, la proiezione del mio io, ma che tu sia tu, quello che sei e non quello che mi aspetto da te.

Non amo le tue perfezioni, ma i tuoi limiti, perché tu possa amare i miei. Non voglio amarti con l’amore mio, ma con un amore che è più grande sia di me che di te.

Perché l’amore comincia da lontano. Da Qualcuno che ci portiamo dentro. Sarà Lui il nostro ultimo segreto. Quando infatti sono venuto a te, Lui era già presso di te.  Nella tua mancanza. Nella tua fragilità. Nel tuo desiderio che sa di me.

Dentro di te ha scavato un posto per me. Dentro di me ha scavato uno per te. Egli ha fatto il mio corpo per il tuo e il tuo per il mio. Il mio cuore per il tuo e il tuo per il mi.

Ci siamo cercati nella notte, nella “sua” notte, che in seguito è diventata luce che ci ha permesso, dopo tanto vagare, di ritrovarci sì da poter essere l’uno per l’altra.

Noi non abbiamo potere sull’amore. Non sappiamo da dove viene né dove va. Neanche dove ci porterà. Non abbiamo il potere né di farlo cominciare né di farlo finire.

Esso sta lì. Nel segreto del suo incanto. Sotto il suo insondabile manto. Tocca a noi entrarvi, se lo vogliamo, per custodirlo e farlo maturare, senza mai sciuparlo.

E ciò accadrà se saremo capaci di osare un’inedita follia. La più strepitosa, la più rischiosa: quella di buttarci nel vuoto del suo insondabile ritiro. Fino a farla diventare la nostra eterna malattia. La nostra ultima passione.

Là scopriremo che il nostro amore non è che un riflesso del Suo. Il nostro Noi umano,

icona del suo Noi trinitario.

Per questo in amore ci si può sempre rialzare e ricominciare. Non basta che finisca un amore per porre fine all’Amore. Non basta un amore a far finire l’Amore. Così come non basta un amore a farlo cominciare.

L’Amore ricomincia in ogni amore che comincia. E ogni volta sarà una volta nuova.

Mai abbastanza per dire basta!

(Tratto dal libro di M. Illiceto, Amore. Variazionii sul tema)