Maggio di Cultura cristiana 2019 - X edizione - “Da Don Sturzo a Ignazio Silone” di Michele Illiceto

Ignazio Silone: Cristo oltre la Chiesa”. Se ne parlerà a Manfredonia martedì 21 maggio in apertura della X edizione della proposta culturale del Maggio di cultura cristiana che quest’anno inizia con un incontro su un libro dedicato allo scrittore italiano I. Silone scritto dal teologo di Brindisi Cosimo Posi (Pazzini editore 2019).

La prima impressione che si ha leggendo integralmente l’opera letteraria di Ignazio Silone, costituita in gran parte da romanzi e saggi, è di una straordinaria unitarietà, dote comune a ogni scrittore, ma che in Silone acquista tratti alquanto peculiari. In lui, infatti, biografia, vicende politiche, senso religioso della vita e letteratura si fondono in modo inestricabile in un tutt’uno così omogeneo e armonico da non ammettere distrazioni o sbavature di alcun genere.

Silone è tutto compreso nella sua “vocazione” di scrittore, che è quella, al di là di velleità puramente letterarie, di dire solo la verità, a qualunque costo e nel modo più indipendente possibile, senza cioè diventare il propagandista di alcun partito, politico o religioso che sia. Nel fare questo, egli obbedisce a una ispirazione di fondo e concentra tutte le proprie energie fisiche, culturali e spirituali per tentare in tutti i modi di portarla alla luce. Tale ispirazione o categoria fondamentale di tutti i suoi scritti è costituita da quella tensione utopica che li attraversa e attorno a cui essi trovano il medesimo bandolo della stessa aggrovigliata matassa, o drammatica sostanza vitale, che intendono sbrogliare.

Nelle varie forme che assume, l’utopia di Silone attinge sempre allo stesso pozzo dell’eredità cristiana, a quella sotterranea corrente costituita dalle “pazze” verità d’indiscussa origine evangelica, le quali, anche quando approdano su altri lidi ideologici, restano in ogni caso fedeli a se stesse. E quindi essa attinge a quel “socialismo religioso” con cui egli è venuto in contatto, dapprima attraverso l’incontro con lo “strano” prete don Luigi Orione, che sapeva diligentemente coniugare Vangelo e carità e che lo segnerà per tutta la vita, poi attraverso la conoscenza di autori come Martin Buber, Leonhard Ragaz, Emil Fuchs, Georg Wünsch, Paul Tillich e Karl Barth, solo per fare alcuni illustri esempi, da cui apprende che con “socialismo religioso” non s’intende la modalità religiosa di vivere il socialismo, un suo rivestimento solo esteriore, cioè, ma l’intero cristianesimo incaricato della “redenzione” sociale del mondo, di cui la Chiesa ufficiale non sempre è stata in grado di occuparsi.

Saranno tali influssi a precisare nel tempo la fisionomia culturale di Silone, «socialista senza partito e cristiano senza Chiesa» o, per meglio dire, socialista in quanto cristiano e cristiano in quanto socialista o ancora, come egli stesso confiderà a un amico poco prima di morire: «Io sono un cristiano alla mia maniera».

Il testo di Cosimo Posi muove proprio da una esplicitazione, nel primo capitolo, dell’utopia siloniana, intesa come asse portante dei suoi scritti e trascendenza nella storia, per poi concentrare l’attenzione sul Silone “socialista cristiano”, in cui quell’utopia rifluisce in modo pervasivo, fino a diventare, come si dirà nel secondo capitolo, nostalgia e rimorso, da parte della Chiesa, dell’evangelo perduto.

Il terzo capitolo passa in rassegna i motivi che hanno determinato l’abbandono della Chiesa da parte di Silone, in obbedienza al primato della coscienza; il quarto si occupa della figura e della missione di Cristo, così come appaiono agli occhi dello scrittore, il quale muove contestualmente la sua dura critica al cristianesimo storico, divenuto insipido e mondano, dopo aver barattato le “assurde” verità portate da Cristo sulla terra per dei miseri piatti di lenticchie. Il quinto e ultimo capitolo affronta infine l’inquietudine religiosa dell’ultimo Silone, costituita da dubbi, da appassionata ricerca della verità e dalla professione della speranza tenace come virtù ultima, resistente a tutte le intemperie, sinonimo in fin dei conti dell’utopia stessa.

L’intento dell’autore è di contribuire ad azzardare una, sia pur deficitaria, lettura “teologica” dell’opera di Silone, che non sia esclusivo appannaggio dei teologi di professione, i quali avranno certamente molto da osservare su di essa e sulle sue lacune di natura sistematica, ma che miri a rendere i teologi di fatto, cioè tutti i credenti in Cristo, convinti e persuasivi assertori della sporgenza utopica dell’evangelo.

La considerazione dell’integrità morale di un uomo e di uno scrittore tutto d’un pezzo, come Silone, quale emerge dai suoi scritti e dalle sue scelte, e come appare dal piccolo volume di Cosimo Posi, mira a sbugiardare, una buona volta per tutte, anche quella vergognosa campagna diffamatoria sul suo conto, fondata su documentazioni storiche fasulle, e a delegittimare l’insulsa macchina del fango, mediaticamente orchestrata, che ha montato ad arte un inverosimile “caso Silone”[1], al fine di screditare l’immagine e l’onorabilità dello scrittore, accusato di vile “doppiogiochismo” al soldo della polizia politica fascista. Ma si sa, purtroppo, che molti, nei campi più svariati, dalla politica, alla cultura, alla Chiesa, sono affetti dalla “sindrome del nano”: abbassare gli altri per poter, solo in questo squallido modo, finalmente emergere.

L’intero programma del Maggio di cultura vede i seguenti appuntamenti che si terranno a Manfredonia presso l’Auditorium “Mons. V. Vailati”:

MARTEDI’ 21 MAGGIO -  ORE 18.45:

Ignazio Silone. Cristo oltre la Chiesa”

  • Prof. Cosimo Posi – Docente di Ecclesiologia ISSR di Lecce

VENERDI’ 24 MAGGIO -  ORE 16.00

“Rigenerare, Responsabilizzare, Rendere. Verso nuove forme di Welfare Partecipato, Generativo, di Prossimità nella Pratica di Cura, nel Lavoro Sociale, nella Comunità”

  • Mons. Franco Moscone -  Arcivescovo di Manfredonia – Vieste – S. Giovanni Rotondo
  • Prof.ssa Maria Turtur (Fondazione Guglielmo Minervini)
  • Dott. Carlo Alberto Caiani (Direttore Gen. Fond. Somaschi)
  • Dott. Paolo Balzamo – Direttore scientifico scuola di Pastorale sanitaria

MARTEDI’ 28 MAGGIO – ORE 18.45

“La Chiesa, Luigi Sturzo, i cattolici. A cento anni dalla fondazione del Partito Popolare Italiano (1919-2019)”.

  • Prof. Angelo Giuseppe Dibisceglia (docente di Sto­ria della Chiesa presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, e la Facoltà Teologica Pugliese di Bari).

Inoltre in data ancora da fissare ci sarà un incontro durante il quale verrà  presentata una raccolta di  alcune omelie di Mons M. Castoro.

La cittadinanza è invitata.

 [1]Per saperne di più,cfG. Tamburrano - G. Granati - A. Isinelli, Processo a Silone. La disavventura di un povero cristiano, Lacaita, Manduria Bari Roma 2001.

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