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O Signore,

perdonaci per tutti quei bambini

che non hanno più le proprie madri,

e per quelle madri

che abbracciano il vuoto dei figli perduti...

Il loro petto sa di sale amaro

mentre le nostre vesti sono unte di grasso.

Le nostre mani portano ricchezze rubate a loro

e con esse ipocritamente facciamo anche la carità

quando invece ci manca la giustizia.


Non meritiamo l'aria che Tu ci doni

perchè gliela abbiamo negata a loro.

Non meritiamo l'acqua che ci disseta

perchè siamo rimasti indifferenti alla loro sete,

né il pane che Tu ci doni come frutto del nostro lavoro

perché non abbiamo saputo dividere le ricchezze in modo equo.


Non meritiamo questo lembo di terra ferma

perchè non abbiamo saputo condividere con loro

questa terra che stupidamente pensiamo sia nostra

quando invece tutti sanno che è Tua.


Quando toccherà a noi piangere per i dolori della vita,

Ti prego, o Signore, non ci consolare.

Non darci ciò che non meritiamo.

Non sarebbe giusto.

Pretendiamo essere chiamati figli Tuoi

ma poi ci disdegniamo ad essere fratelli.


Eppure, io so che proprio coloro

ai quali non abbiamo saputo dare ospitalità,

proprio loro Ti chiederanno di perdonarci,

perchè Tu faccia ancora a noi

ciò che noi non abbiamo saputo fare a loro.


E così mostreranno

che noi, in fondo, anche se più ricchi

 non siamo affatto migliori di loro.

Non siamo i detentori della civiltà.

Che cosa è la civiltà senza l’universale fraternità?

Senza l’ospitalità?


Chissà, consapevoli di ciò,

del loro perdono che Ti induce a perdonarci,

possiamo cambiare e meritare ciò che ancora ci doni.